Governance AI

L'AI nelle organizzazioni si governa. O si subisce.

La produttività che gli strumenti AI portano è reale. I rischi che introducono, data leakage, dipendenza dai provider, esposizione normativa, lo sono altrettanto. La risposta non è rallentare l’adozione: è architetturarla dall’inizio, per design.

Ogni giorno i dati aziendali raggiungono provider AI che non conosci.

I team usano ChatGPT, Copilot, Claude e decine di altri strumenti AI cloud per lavorare più velocemente. In molti casi, i prompt che inviano contengono informazioni riservate: bozze di contratti, dati cliente, comunicazioni strategiche, knowhow operativo.

Il provider AI riceve quei dati. L’organizzazione perde il controllo su di essi, e spesso non lo sa. Non è un rischio futuro. È già in corso, in quasi ogni azienda che ha adottato strumenti AI cloud.

  • 38%

    Dipendenti che condividono informazioni riservate con strumenti AI senza il permesso del datore di lavoro
  • 83%

    organizzazioni che non hanno controlli automatizzati per impedire ai dati sensibili di raggiungere strumenti AI pubblici
  • 34%

    organizzazioni con incidenti di sicurezza legati all'uso di app AI

Due layer, un gateway. La protezione è nell'architettura.

 

L’approccio separa strutturalmente i processi che possono usare AI pubblica da quelli che richiedono un ambiente privato e auditabile. Un gateway centrale gestisce l’instradamento automatico di ogni richiesta.

Ogni dato nel layer che gli appartiene

Dall'assessment all'architettura operativa

Il percorso si struttura in quattro fasi, adattabili alla maturità AI dell’organizzazione e all’infrastruttura esistente.

Chi ha questo problema oggi

Competenze e specializzazioni

Mobile

Web App

Data / AI

DevSecOps

IBM i

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